Archivia presenta la quarta giornata di Self-help riparliamone
dal titolo:
"CHI HA PAURA DELLA CICOGNA 30 ANNI DOPO?
SELF-HELP, NASCITA E MATERNITA': RIPARLIAMONE."
Sabato 7 dicembre - ore 9:30-18:30
Casa Internazionale delle Donne di Roma
Via della Lungara 19 - Sala Simonetta Tosi (piano terra)
PROGRAMMA
9:30 Apertura lavori, Gabriella Nisticò (presidente Archivia)
9:50 Introduzione e coordinamento, "Lavorare all'intreccio di corporeità, politica, immaginario e generazioni", Livia Geloso (consigliera Archivia)
10:10 "Il convegno del 1983: com'è nato, su quali problemi", Cristina Damiani (ginecologa)
10:30 "Dal self-help ad una nuova cultura della nascita", Angela Petrotta (psicologa)
10:50 "Il ruolo dell'ostetrica negli ultimi trent'anni", Ornella Fantini (ostetrica)
11:10 "All'inizio le madri", Luciana Percovich (scrittrice e studiosa del simbolismo femminile)
11:30 Approfondimenti e dibattito
13:30 Pausa pranzo
15:00 "Maternità. Riflessioni femministe dai primi anni Settanta al convegno 'Chi ha paura della cicogna?' (1983)", Paola Stelliferi (dottoranda)
15:20 "La donna al centro della scena del parto a partire dal lavoro di Barbara Duden", Silvia Tozzi (storica del movimento per la salute delle donne)
15:40 "Nascere nella casa di maternità della cooperativa La Via lattea di Milano", Nadia Morello (ostetrica) e Lidia Magistrati (educatrice)
16:00 "Dal Gruppo madri al Gruppo nonne", Patrizia Regazzoni (socia Archivia)
16:20 "Generazioni di madri e non...", Federica Paoli (storica)
16:40 Approfondimenti e dibattito
18:30 Conclusioni e chiusura
domenica 17 novembre 2013
domenica 10 novembre 2013
Un ponte tra gli anni Ottanta e oggi
Il ruolo di Archivia è tessere collegamenti tra il passato e il presente attraverso l'incontro tra donne di generazioni diverse. L'iniziativa Self-help riparliamone sviluppa questa finalità relativamente all'esperienza dei gruppi di self-help e del movimento per la salute delle donne.
La quarta giornata d'incontro e di studio, che si svolgerà sabato 7 dicembre, parte dal convegno "Chi ha paura della cicogna?" che si tenne, a Roma, nel marzo 1983, sono passati trent'anni. Il convegno del 1983 era dedicato alla nuova cultura della nascita e del parto e al progetto di "Casa di maternità".
Vogliamo riportare alla luce quel momento e tracciare il paesaggio di questi trent'anni sulle tematiche e le esperienze della nascita, del parto, della maternità nell'ottica del self-help. Anche per questo, dovendo scegliere il titolo della giornata, abbiamo voluto riprendere quello del 1983: "Chi ha paura della cicogna trent'anni dopo? Self-help, nascita, maternità: riparliamone".
Il convegno del 1983 venne organizzato dalla Cooperativa DO.RI.S. (Documentazione-Ricerca-Salute), la cooperativa formata dalle donne del Gruppo Femminista per la Salute della Donna (GFSD) di Roma, in collaborazione con l'Assessorato ai Servizi sociali della Provincia di Roma. La Cooperativa DO.RI.S. gestiva un Centro di salute e un Centro di documentazione e diffusione di informazioni sulla salute delle donne.
Per dare inizio alla costruzione di questo nuovo "ponte", leggiamo insieme la relazione introduttiva del convegno del 1983.
"Nuova cultura della gravidanza e del parto"
Rita Mazzone, presidente della Cooperativa DO.RI.S.
La Cooperativa DO.RI.S., già Gruppo femminista per la salute della donna, è formata da donne che lavorano sul problema della salute. Nell'attività svolta fino adesso abbiamo sempre cercato di stimolare la partecipazione, l'intervento sulla gestione della salute nei vari momenti della vita delle donne: mestruazioni, contraccezione, gravidanza, parto, menopausa, sessualità. Il nostro
La quarta giornata d'incontro e di studio, che si svolgerà sabato 7 dicembre, parte dal convegno "Chi ha paura della cicogna?" che si tenne, a Roma, nel marzo 1983, sono passati trent'anni. Il convegno del 1983 era dedicato alla nuova cultura della nascita e del parto e al progetto di "Casa di maternità".
Vogliamo riportare alla luce quel momento e tracciare il paesaggio di questi trent'anni sulle tematiche e le esperienze della nascita, del parto, della maternità nell'ottica del self-help. Anche per questo, dovendo scegliere il titolo della giornata, abbiamo voluto riprendere quello del 1983: "Chi ha paura della cicogna trent'anni dopo? Self-help, nascita, maternità: riparliamone".
Il convegno del 1983 venne organizzato dalla Cooperativa DO.RI.S. (Documentazione-Ricerca-Salute), la cooperativa formata dalle donne del Gruppo Femminista per la Salute della Donna (GFSD) di Roma, in collaborazione con l'Assessorato ai Servizi sociali della Provincia di Roma. La Cooperativa DO.RI.S. gestiva un Centro di salute e un Centro di documentazione e diffusione di informazioni sulla salute delle donne.
Per dare inizio alla costruzione di questo nuovo "ponte", leggiamo insieme la relazione introduttiva del convegno del 1983.
"Nuova cultura della gravidanza e del parto"
Rita Mazzone, presidente della Cooperativa DO.RI.S.
La Cooperativa DO.RI.S., già Gruppo femminista per la salute della donna, è formata da donne che lavorano sul problema della salute. Nell'attività svolta fino adesso abbiamo sempre cercato di stimolare la partecipazione, l'intervento sulla gestione della salute nei vari momenti della vita delle donne: mestruazioni, contraccezione, gravidanza, parto, menopausa, sessualità. Il nostro
venerdì 8 novembre 2013
giovedì 6 giugno 2013
venerdì 19 aprile 2013
SH materiali 20 aprile 2013
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Educazione
sessuale, una questione aperta.
Stefania
Girelli
L’educazione sessuale ed io ci siamo incontrate nei primi anni Novanta.
Avevo circa ventun anni, da poco diplomata come assistente sanitaria lavoravo
in un consultorio familiare pubblico, e iscritta all’università seguivo i corsi
di storia. Il consultorio era un luogo che destava il mio interesse e curiosità
per il tipo di azioni e pensieri che li circolavano, per le persone che vi
lavoravano e che avevo incontrato durante gli anni di formazione e studio. Il consultorio familiare faceva capo allora alla Ussl - oggi
Asl - struttura di base del Servizio
Sanitario Nazionale. Insomma, lavoravo nelle strutture di cura e prevenzione
nate nel corso degli anni Settanta di cui studiavo all’università; incontravo
operatrici che avevano partecipato ai diversi avvenimenti che, in parte, si erano
tradotti nei servizi e nei progetti territoriali in cui ora mi muovevo. Un’esperienza
inseguita e desiderata: sono stati anni di formazione, pensiero e relazioni,
molto intensi. E’ in quel lasso di tempo che ho incontrato il femminismo,
quello della differenza, diverso da quello delle operatrici dei servizi, e l’ho
incrociato cercando materiale per approfondire i temi dei corsi di educazione
sessuale che, come operatrice pubblica, preparavo per le scuole di diverso
ordine e grado. Sì perché il consultorio familiare, così come indica la
legislazione regionale (1) specifica della Lombardia e del Lazio, deve fare
educazione sessuale come attività di prevenzione e promozione della salute
delle persone. Di quell’incontro, con il femminismo della differenza alla Libreria
delle Donne di Milano - incontro che mi parve naturale data la ricerca di
documenti e altro in cui ero impegnata - ricordo ancora lo stupore provato nel
notare come il materiale raccolto non fosse già conosciuto dalle operatrici dei
servizi territoriali. Erano riflessioni, proposte, protocolli e sperimentazioni
che riguardavano gli stessi temi e argomenti, in particolare la sessualità, di
cui si occupavano. Poi, approfondendo durante gli studi universitari e
l’attività lavorativa ho compreso meglio la complessità e varietà di contesti e
situazioni, anche se lo stupore, per il mancato incontro, era e forse rimane
immutato. Ad ogni modo risultato di
quegli intrecci e di quegli anni è stato una tesi sull’attività di un consultorio
familiare milanese; la frequenza di un corso di specializzazione come esperta
della metodologia dell’educazione alla sessualità; l’educazione sessuale e la
prevenzione della violenza sessuale come materia viva di lavoro ancora oggi, non
più come dipendente di un consultorio familiare, ma come professionista e
consulente nelle associazioni del terzo settore e in alcuni servizi pubblici.
giovedì 18 aprile 2013
SH materiali 20 aprile 2013
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Il corpo delle altre, uno sguardo
antropologico di genere.
Serena
Fiorletta
Dov'è
il corpo? Immediatamente mi domando: il corpo di chi? Il mio, quello delle
altre, le altre chi?
Nel
momento in cui sono entrata a far parte del gruppo "Self – Help,
riparliamone", ho scoperto, insieme alle donne che ne fanno parte,
l'importanza storica che questo "femminismo nel femminismo" aveva
portato avanti attraverso la ri – presa del corpo. La consapevolezza a cui le auto
visite avevano portato, nel passaggio generazionale, è andata in parte persa.
Quando nei nostri incontri ci viene raccontato cosa fossero e come
funzionassero questi gruppi, ma sopratutto come funzionano i nostri corpi, ci è
capitato a volte di restare stupite. E' perché quella conoscenza approfondita
di me e del mio corpo io non ce l'ho... Quel tipo di indagine fisica,
l'esplorazione pratica di sé, tanto da sapere esattamente cosa accade, è oggi
in un certo senso nuovamente delegata alla medicina. Capire che la pillola non
mi piaceva, non mi dava quella libertà che cercavo, mi allontanava da una
percezione di me stessa, è stata una scoperta solitaria. Il tanto odiato ciclo
mestruale con i suoi dolori e odori mi mancava, quella scia di sangue è traccia
di me. Ma non è mai stata traccia di un noi, come è invece accaduto per le
donne del Self – Help. Recuperiamo quindi la storia di questa vicenda che
rischia di sparire e vediamo poi se è possibile farne nutrimento per il
presente. Non è detto che la conclusione sia rifare i gruppi di self -help ma
il corpo delle donne continua ad essere perno anche nei femminismi attuali,
occidentali e non occidentali.
mercoledì 17 aprile 2013
SH materiali 20 aprile 2013
Questo sesso che non è il sesso (articoli da DWF).
Angela Lamboglia e Valeria Mercandino
Abbiamo pensato di portare nelle discussione alcune delle riflessioni nate nella costruzione dei due numeri di Dwf del 2011 dedicati alla sessualità. Sono riflessioni nate in un momento in cui nei media e nella politica si parlava molto di sesso, sulla scia degli scandali sessuali di Berlusconi, ma allo stesso tempo, a fronte di una presenza quasi ossessiva di questo discorso sul sesso, ci sembrava che invece la sessualità non fosse abbastanza presente nei nostri discorsi quotidiani, compresi i discorsi del nostro collettivo.
Diversamente occupate è nato infatti dalla riflessione e dalla costruzione di due numeri di Dwf sul tema del lavoro. Il tema della sessualità e del corpo in quel momento non era presente nei nostri discorsi, solo successivamente siamo arrivate a interrogarci su queste questioni e anche su questa iniziale mancanza di parola.
L'impressione era, e per certi versi rimane, che il discorso sulla sessualità, anche tra donne e anche tra donne che fanno politica insieme, tenda ad arrestarsi in ambiti ben precisi, attorno a precise istanze politiche – aborto, contraccezione, contraccezione di emergenza, ad esempio -, ma che poi corpo e sessualità rimangano dei rimossi.
Ci sembra che da questo derivi, da una parte, una profonda solitudine nel vivere le proprie esperienze, dall'altra, un supporto a dinamiche che non vanno in direzione di una maggiore libertà. Intendiamo dire che la libertà sessuale, spesso data per scontata, non coincide necessariamente con la libertà del desiderio.
Angela Lamboglia e Valeria Mercandino
Abbiamo pensato di portare nelle discussione alcune delle riflessioni nate nella costruzione dei due numeri di Dwf del 2011 dedicati alla sessualità. Sono riflessioni nate in un momento in cui nei media e nella politica si parlava molto di sesso, sulla scia degli scandali sessuali di Berlusconi, ma allo stesso tempo, a fronte di una presenza quasi ossessiva di questo discorso sul sesso, ci sembrava che invece la sessualità non fosse abbastanza presente nei nostri discorsi quotidiani, compresi i discorsi del nostro collettivo.
Diversamente occupate è nato infatti dalla riflessione e dalla costruzione di due numeri di Dwf sul tema del lavoro. Il tema della sessualità e del corpo in quel momento non era presente nei nostri discorsi, solo successivamente siamo arrivate a interrogarci su queste questioni e anche su questa iniziale mancanza di parola.
L'impressione era, e per certi versi rimane, che il discorso sulla sessualità, anche tra donne e anche tra donne che fanno politica insieme, tenda ad arrestarsi in ambiti ben precisi, attorno a precise istanze politiche – aborto, contraccezione, contraccezione di emergenza, ad esempio -, ma che poi corpo e sessualità rimangano dei rimossi.
Ci sembra che da questo derivi, da una parte, una profonda solitudine nel vivere le proprie esperienze, dall'altra, un supporto a dinamiche che non vanno in direzione di una maggiore libertà. Intendiamo dire che la libertà sessuale, spesso data per scontata, non coincide necessariamente con la libertà del desiderio.
SH materiali sabato 20 aprile 2013
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Mestruazioni e Generazioni
Claudia Bruno
“Non mettere in vagina quel che non metteresti in bocca”.
Incontrare oggi le donne del self-help
“Non mettere in vagina quel che non metteresti in bocca”,
ci hanno detto Livia e le altre sorridendo con la ‘bocca di sopra’ la prima
volta che ci siamo incontrate, lasciando me e le mie compagne letteralmente
spiazzate. “L’apertura dell’utero può assumere la forma di una lineetta, di un
cerchietto, di un puntino”, “osservato al microscopio il muco dell’ovulazione
cristallizza a felce, come la neve”, “i colori, gli odori, le consistenze
cambiano”, “per curarci infezioni e piaghette usavamo yogurt, miele, erbe” ci
hanno raccontato le donne del self-help romano, come per svelarci una favola
antichissima.
Non è che eravamo spiazzate per pudore, voglio dire,
erano mesi che parlavamo di ‘sessualità’. È che proprio non ne sapevamo niente.
Ci eravamo perse qualcosa? Sì, qualcosa che ci riguarda eccome, che è già qui tra
noi, proprio adesso, e che avevamo completamente dimenticato. Tutto ciò, era
drammaticamente divertente.
Il self-help? Prima di incontrare Livia ed altre che
hanno fatto parte del movimento per la salute delle donne negli anni Settanta
ne avevo sentito parlare solo sui libri all’interno del mio percorso di
ricerca. Ma è stato quando ho potuto ascoltarne testimonianza diretta che mi è
apparso ben più evidente come il meccanismo della delega all’autorità medica
non sia ancora stato messo davvero in discussione all’interno della nostra
cultura della corporeità, una cultura tutt’ora altamente tecnicistica
che tende a separare e dividere – corpo e mente, parti del corpo da altre parti
del corpo, paziente da medico, dolore da piacere, prevenzione da cura, casa da
ospedale, vita da morte, benessere da malattia, saperi autorevoli da tradizioni
popolari, ‘bocche di sotto’ e ‘bocche di sopra’.
lunedì 15 aprile 2013
"Il self-help e l'approccio corporeo alla corporeità"
SH Materiali 20 aprile 2013
Relazione introduttiva a cura di Livia Geloso
"Il self-help e l'approccio corporeo alla corporeità"
Il self-help ci ha fatto ri-incontrare
Riparlare del self-help con donne delle generazioni successive alla mia, soprattutto con donne che sono nate negli anni Settanta e Ottanta, e che hanno ripreso criticamente l'eredità del neofemminismo, sta ridando nuova vita all'esperienza conservata dentro di me. Credo ne sia stato simbolo il sogno di avere di nuovo le mestruazioni - io che sono nata negli anni Cinquanta -, sogno che ho fatto dopo una riunione con alcune di loro nel novembre scorso, nella biblioteca di Archivia.
Le mestruazioni hanno avuto, infatti, un posto centrale nell'approccio corporeo alla corporeità che i gruppi di self-help hanno sviluppato. Le mestruazioni insieme alla sessualità sono stati tra i campi d'esperienza fondamentali e tra i temi più importanti di riflessione delle donne dei gruppi di self-help, alla ricerca di un nuovo modo di fondare le identità e gli orizzonti di senso, a partire dall'esperienza corporea condivisa. Le mestruazioni e la sessualità saranno anche al centro di questo terzo incontro dell'iniziativa Self-help riparliamone; declinate da donne della generazione degli anni Settanta e Ottanta, che si sono imbarcate nell'impresa di tessere dei fili di memoria e di esperienza tra il passato e il presente del movimento delle donne, in particolare rispetto alle pratiche.
Relazione introduttiva a cura di Livia Geloso
"Il self-help e l'approccio corporeo alla corporeità"
Il self-help ci ha fatto ri-incontrare
Riparlare del self-help con donne delle generazioni successive alla mia, soprattutto con donne che sono nate negli anni Settanta e Ottanta, e che hanno ripreso criticamente l'eredità del neofemminismo, sta ridando nuova vita all'esperienza conservata dentro di me. Credo ne sia stato simbolo il sogno di avere di nuovo le mestruazioni - io che sono nata negli anni Cinquanta -, sogno che ho fatto dopo una riunione con alcune di loro nel novembre scorso, nella biblioteca di Archivia.
Le mestruazioni hanno avuto, infatti, un posto centrale nell'approccio corporeo alla corporeità che i gruppi di self-help hanno sviluppato. Le mestruazioni insieme alla sessualità sono stati tra i campi d'esperienza fondamentali e tra i temi più importanti di riflessione delle donne dei gruppi di self-help, alla ricerca di un nuovo modo di fondare le identità e gli orizzonti di senso, a partire dall'esperienza corporea condivisa. Le mestruazioni e la sessualità saranno anche al centro di questo terzo incontro dell'iniziativa Self-help riparliamone; declinate da donne della generazione degli anni Settanta e Ottanta, che si sono imbarcate nell'impresa di tessere dei fili di memoria e di esperienza tra il passato e il presente del movimento delle donne, in particolare rispetto alle pratiche.
domenica 7 aprile 2013
Terza giornata di Self-help riparliamone dal titolo:
Terza giornata di Self-help riparliamone dal titolo:
"SELF-HELP, CORPOREITA' E GENERAZIONI"
Sabato 20 aprile 2013, ore 9.30-18.30
Casa internazionale delle donne di Roma - Sala Simonetta Tosi
Programma
9.30: Saluti e Introduzione Il self-help e l'approccio corporeo alla corporeità, Livia Geloso (consigliera di Archivia)
9.50: Pratiche femministe e presa di parola, Federica Paoli
10.10: Mestruazioni e generazioni, Claudia Bruno
10.30: Questo sesso che non è il sesso (articoli dalla rivista DWF), Angela Lamboglia e Valeria Mercandino
10.50: Educazione sessuale, una questione aperta, Stefania Girelli e Pina Caporaso
11.20: Il corpo delle altre, uno sguardo antropologico di genere, Serena Fiorletta
11.40: Corpi che contano?, Viola Lomoro
12.00: Formazione dei gruppi di discussione
13.00: Pausa pranzo
14.00: Ripresa del lavoro nei gruppi
15.30: Break
16.00: Relazioni dei gruppi di discussione nella riunione plenaria
17.00: Proiezione del documentario "Così è se vi pare. Il Movimento per la vita in Italia." di Irene Dionisio (74 min.) con introduzione di Giulia Druetta del Gruppo Altereva di Torino
18.30: Conclusioni e chiusura
Alla giornata collabora la Libreria Tuba di Roma.
"SELF-HELP, CORPOREITA' E GENERAZIONI"
Sabato 20 aprile 2013, ore 9.30-18.30
Casa internazionale delle donne di Roma - Sala Simonetta Tosi
Programma
9.30: Saluti e Introduzione Il self-help e l'approccio corporeo alla corporeità, Livia Geloso (consigliera di Archivia)
9.50: Pratiche femministe e presa di parola, Federica Paoli
10.10: Mestruazioni e generazioni, Claudia Bruno
10.30: Questo sesso che non è il sesso (articoli dalla rivista DWF), Angela Lamboglia e Valeria Mercandino
10.50: Educazione sessuale, una questione aperta, Stefania Girelli e Pina Caporaso
11.20: Il corpo delle altre, uno sguardo antropologico di genere, Serena Fiorletta
11.40: Corpi che contano?, Viola Lomoro
12.00: Formazione dei gruppi di discussione
13.00: Pausa pranzo
14.00: Ripresa del lavoro nei gruppi
15.30: Break
16.00: Relazioni dei gruppi di discussione nella riunione plenaria
17.00: Proiezione del documentario "Così è se vi pare. Il Movimento per la vita in Italia." di Irene Dionisio (74 min.) con introduzione di Giulia Druetta del Gruppo Altereva di Torino
18.30: Conclusioni e chiusura
Alla giornata collabora la Libreria Tuba di Roma.
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