Il tema di questa comunicazione richiede in prima battuta un accenno alla crescente presenza e alla sempre più ampia diffusione dell’iniziativa delle donne nella rete. Contrariamente allo stereotipo che vorrebbe le donne lontane ed incapaci di governare i mezzi tecnologici, assistiamo e partecipiamo ad un uso importante, quotidiano, di Internet, sia di singole che di gruppi e associazioni impegnati in ambito femminista. Che sia un blog permanente o una mailing list per promuovere una singola iniziativa, che il tema sia la violenza contro le donne o la difesa della legge 194, che si tratti di adolescenti, ventenni, trentenni e via via più su, direi che in rete ci siamo.
Il punto, però, è un altro.
mercoledì 21 novembre 2012
venerdì 16 novembre 2012
Su PAESESERA on line Livia Geloso parla del 17 novembre
Clicca qui per leggere l'intervista a Livia Geloso
mercoledì 7 novembre 2012
CENNI STORICI SULLA CONTRACCEZIONE DAL PUNTO DI VISTA DEL MOVIMENTO PER LA SALUTE DELLE DONNE a cura di Livia Geloso
Terza parte:
Contraccezione e malattie trasmesse sessualmente (MTS).
Il condom maschile e femminile.
C'è ancora un altro aspetto del nostro tema da affrontare, un aspetto particolarmente attuale: l'intrecco tra prevenzione dalle gravidanze indesiderate e prevenzione dalle malattie trasmesse sessualmente, compreso l'AIDS, acronimo di "Acquired Immunodeficiency Syndrome", in italiano "Sindrome di immunodeficienza acquisita", in quanto, per la maggior parte degli esperti, i rapporti sessuali ne sarebbero la causa primaria di contagio. L'importanza attuale dell'intreccio suddetto è stato provocato proprio dall'imporsi a livello mondiale dell'AIDS, per il quale non c'è ancora cura, e che rappresenta una malattia molto grave, anche letale. Ricordiamo che le classiche malattie trasmesse sessualmente sono: la gonorrea, la sifilide, la clamidia, il papilloma virus e le verruche genitali. Proprio per proteggersi da queste malattie, fin da tempi molto lontani, venne approntato il condom (preservativo) maschile. Fino all'Ottocento, era fatto con intestino d'agnello, ed era costoso; con la produzione industriale della gomma, fu prodotto su larga scala, divenne poco costoso e più maneggevole. In Italia è stato ed è uno degli anticoncezionali più usati. I motivi per cui viene scelto sono: la semplicità d'uso; l'alta efficacia se usato correttamente (95-98%); l'innocuità; la comodità di usarlo solo al momento del rapporto; il coinvolgimento dell'uomo nella gestione della contraccezione.
Il condom maschile è stato consigliato dai gruppi di self-help come metodo anticoncezionale per i primi rapporti di penetrazione, piuttosto dei contraccettivi ormonali e dello IUD (spirale), che specialmente durante l'adolescenza possono interferire con lo sviluppo, ed anche quando il diaframma poteva creare qualche problema di inserimento, ma oggi il diaframma è introvabile in Italia, mentre si può trovare il cappuccio cervicale.
Purtroppo, in passato, molte donne si rifiutavano di usare il preservativo perché lo abbinavano alla prostituzione femminile. Per le donne del movimento per la salute, lo sviluppo dei contraccettivi ormonali e degli IUD ha rappresentato una deresponsabilizzazione degli uomini. Le donne del GFSD (Gruppo Femminista per la Salute della Donna) annotavano nel 1978: "Nella nostra esperienza abbiamo notato che da qualche tempo c'è un ritorno all'uso del preservativo, sia tra le donne che l'avevano abbandonato per usare la pillola o la spirale, sia tra quelle, le più giovani, che non l'avevano mai usato. Per alcune donne il preservativo si rivela una vacanza dopo che hanno avuto problemi con la pillola, con la spirale ed anche con il diaframma." Alcune donne dei gruppi di self-help andarono loro stesse a comprare i preservativi nelle farmacie come atto dimostrativo, e li offrirono ai loro partner sessuali per valutarne la capacità di dimostrarsi responsabili e collaborativi. Inoltre, suggerirono di far diventare l'inserimento del preservativo sul pene parte dei giochi sessuali, come quando è la donna ad occuparsene.
Contraccezione e malattie trasmesse sessualmente (MTS).
Il condom maschile e femminile.
C'è ancora un altro aspetto del nostro tema da affrontare, un aspetto particolarmente attuale: l'intrecco tra prevenzione dalle gravidanze indesiderate e prevenzione dalle malattie trasmesse sessualmente, compreso l'AIDS, acronimo di "Acquired Immunodeficiency Syndrome", in italiano "Sindrome di immunodeficienza acquisita", in quanto, per la maggior parte degli esperti, i rapporti sessuali ne sarebbero la causa primaria di contagio. L'importanza attuale dell'intreccio suddetto è stato provocato proprio dall'imporsi a livello mondiale dell'AIDS, per il quale non c'è ancora cura, e che rappresenta una malattia molto grave, anche letale. Ricordiamo che le classiche malattie trasmesse sessualmente sono: la gonorrea, la sifilide, la clamidia, il papilloma virus e le verruche genitali. Proprio per proteggersi da queste malattie, fin da tempi molto lontani, venne approntato il condom (preservativo) maschile. Fino all'Ottocento, era fatto con intestino d'agnello, ed era costoso; con la produzione industriale della gomma, fu prodotto su larga scala, divenne poco costoso e più maneggevole. In Italia è stato ed è uno degli anticoncezionali più usati. I motivi per cui viene scelto sono: la semplicità d'uso; l'alta efficacia se usato correttamente (95-98%); l'innocuità; la comodità di usarlo solo al momento del rapporto; il coinvolgimento dell'uomo nella gestione della contraccezione.
Il condom maschile è stato consigliato dai gruppi di self-help come metodo anticoncezionale per i primi rapporti di penetrazione, piuttosto dei contraccettivi ormonali e dello IUD (spirale), che specialmente durante l'adolescenza possono interferire con lo sviluppo, ed anche quando il diaframma poteva creare qualche problema di inserimento, ma oggi il diaframma è introvabile in Italia, mentre si può trovare il cappuccio cervicale.
Purtroppo, in passato, molte donne si rifiutavano di usare il preservativo perché lo abbinavano alla prostituzione femminile. Per le donne del movimento per la salute, lo sviluppo dei contraccettivi ormonali e degli IUD ha rappresentato una deresponsabilizzazione degli uomini. Le donne del GFSD (Gruppo Femminista per la Salute della Donna) annotavano nel 1978: "Nella nostra esperienza abbiamo notato che da qualche tempo c'è un ritorno all'uso del preservativo, sia tra le donne che l'avevano abbandonato per usare la pillola o la spirale, sia tra quelle, le più giovani, che non l'avevano mai usato. Per alcune donne il preservativo si rivela una vacanza dopo che hanno avuto problemi con la pillola, con la spirale ed anche con il diaframma." Alcune donne dei gruppi di self-help andarono loro stesse a comprare i preservativi nelle farmacie come atto dimostrativo, e li offrirono ai loro partner sessuali per valutarne la capacità di dimostrarsi responsabili e collaborativi. Inoltre, suggerirono di far diventare l'inserimento del preservativo sul pene parte dei giochi sessuali, come quando è la donna ad occuparsene.
martedì 6 novembre 2012
CENNI STORICI SULLA CONTRACCEZIONE DAL PUNTO DI VISTA DEL MOVIMENTO PER LA SALUTE DELLE DONNE a cura di Livia Geloso
Seconda parte:
La contraccezione femminile moderna e il suo impatto sulla corporeità. Anticoncezionali ormonali e lo IUD (o spirale).
Negli anni Cinquanta del secolo scorso, si sviluppa una branca della biologia e della medicina, quella che riguarda l'importantissima funzione degli ormoni e la loro produzione in laboratorio, che tanto ha influenzato e continua ad influenzare il rapporto con la corporeità nel mondo moderno. En passant ricordiamo che lo sviluppo in questione diede inizio alle procedure di cambiamento di sesso, insieme allo sviluppo delle tecniche chirurgiche relative. Ma sicuramente l'ambito in cui i farmaci a base di ormoni sintetici sono più utilizzati riguarda la salute delle donne. E per correttezza storica occorre ricordare che fu la stessa Margaret Sanger, che abbiamo incontrato come sostenitrice del diaframma vaginale, a entusiasmarsi, già ottantenne, alla possibilità di una contraccezione ormonale per le donne, tanto che raccolse fondi per un progetto che porterà, nel 1960, alla commercializzazione di Enovid, la "pillola" inventata da Frank Colton. Dopo di ciò, molte altre "pillole" vennero prodotte e commercializzate. Il loro lancio sul mercato si intrecciò con il profondo cambiamento nei costumi relativo al rapporto tra donne e uomini che stava avvenendo, e la "pillola" fu proposta come la chiave della "liberazione sessuale" delle donne, tanto che quelle che non ne volevano fare uso venivano definite "retrograde".
Alla fine degli anni Sessanta, però, le donne impegnate nel movimento per la salute all'interno del movimento femminista - il movimento nel movimento come lo ha definito Luciana Percovich - che sono anche le donne dei gruppi di self-help, esprimono una posizione diversa: si dedicano ad analizzare l'impatto degli ormoni sintetici utilizzati a fini contraccettivi sulla salute, e scoprono, basandosi sia su fonti ufficiali che sull'esperienza delle donne, una serie di effetti collaterali anche gravi; e, inoltre, portano l'attenzione sul fatto che l'assunzione di ormoni artificiali, sopprimendo il ciclo mestruale, altera la percezione della propria corporeità sessuata delle donne. La campagna di controinformazione e di denuncia portata avanti dalle femministe e dai gruppi di difesa dei consumatori ha successo e ottiene il risultato che gli anticoncezionali ormonali vengano modificati e venga posta maggiore attenzione alla nocività dei prodotti in commercio.
La contraccezione femminile moderna e il suo impatto sulla corporeità. Anticoncezionali ormonali e lo IUD (o spirale).
Negli anni Cinquanta del secolo scorso, si sviluppa una branca della biologia e della medicina, quella che riguarda l'importantissima funzione degli ormoni e la loro produzione in laboratorio, che tanto ha influenzato e continua ad influenzare il rapporto con la corporeità nel mondo moderno. En passant ricordiamo che lo sviluppo in questione diede inizio alle procedure di cambiamento di sesso, insieme allo sviluppo delle tecniche chirurgiche relative. Ma sicuramente l'ambito in cui i farmaci a base di ormoni sintetici sono più utilizzati riguarda la salute delle donne. E per correttezza storica occorre ricordare che fu la stessa Margaret Sanger, che abbiamo incontrato come sostenitrice del diaframma vaginale, a entusiasmarsi, già ottantenne, alla possibilità di una contraccezione ormonale per le donne, tanto che raccolse fondi per un progetto che porterà, nel 1960, alla commercializzazione di Enovid, la "pillola" inventata da Frank Colton. Dopo di ciò, molte altre "pillole" vennero prodotte e commercializzate. Il loro lancio sul mercato si intrecciò con il profondo cambiamento nei costumi relativo al rapporto tra donne e uomini che stava avvenendo, e la "pillola" fu proposta come la chiave della "liberazione sessuale" delle donne, tanto che quelle che non ne volevano fare uso venivano definite "retrograde".
Alla fine degli anni Sessanta, però, le donne impegnate nel movimento per la salute all'interno del movimento femminista - il movimento nel movimento come lo ha definito Luciana Percovich - che sono anche le donne dei gruppi di self-help, esprimono una posizione diversa: si dedicano ad analizzare l'impatto degli ormoni sintetici utilizzati a fini contraccettivi sulla salute, e scoprono, basandosi sia su fonti ufficiali che sull'esperienza delle donne, una serie di effetti collaterali anche gravi; e, inoltre, portano l'attenzione sul fatto che l'assunzione di ormoni artificiali, sopprimendo il ciclo mestruale, altera la percezione della propria corporeità sessuata delle donne. La campagna di controinformazione e di denuncia portata avanti dalle femministe e dai gruppi di difesa dei consumatori ha successo e ottiene il risultato che gli anticoncezionali ormonali vengano modificati e venga posta maggiore attenzione alla nocività dei prodotti in commercio.
lunedì 5 novembre 2012
CENNI STORICI SULLA CONTRACCEZIONE DAL PUNTO DI VISTA DEL MOVIMENTO PER LA SALUTE DELLE DONNE a cura di Livia Geloso
Prima parte:
La contraccezione femminile tradizionale e l'osservazione del ciclo mestruale
Verosimilmente le pratiche contraccettive femminili sono sempre esistite, infatti, si hanno notizie scritte, anche molto antiche, di tamponi costituiti da radici ed erbe pestate, sostanze gommose, miele, minerali, alghe marine, spugne, sostanze di origine animale, ecc., da inserire in vagina per ostacolare la risalita dello sperma nella cavità uterina. Si tratta, dunque, di pratiche che combinavano l'utilizzo di una barriera meccanica e di sostanze ad azione spermicida. Non abbiamo notizie scritte di una sapienza relativa ai segni dell'ovulazione, ma non è da scartare l'ipotesi che esistesse e facesse parte dell'iniziazione femminile in tempi lontani.
Le prime testimonianze scritte sulla contraccezione, nella nostra area geografica, le troviamo in testi egizi, i più antichi risalgono a tremila anni fa, in cui si parla di varie sostanze applicate su garze come, per esempio, gemme di acacia tritate, mischiate al miele o all'anyt, una specie di gomma. L'anidride di acido lattico contenuta nei germogli di acacia è un principio utilizzato ancora oggi in farmacologia.
Inoltre, si sa che le donne ebree usavano una sostanza spugnosa detta "mock", che introducevano in vagina per chiudere la bocca dell'utero. Le leggi ebraiche permettevano questa pratica alle spose-bambine, alle puerpere e alle donne che avevano figli poco distanziati, perché l'ordine divino "Crescete e moltiplicatevi" riguardava solo gli uomini.
L'uso di pratiche contraccettive è ampiamente documentato nel mondo greco e in quello romano. Ne troviamo notizie nei testi di filosofi tra i quali spiccano Platone e Aristotele, e di medici quali Sorano di Efeso e Ezio di Armida. Quest'ultimo ci fornisce la prima testimonianza scritta dell'uso dell'aceto.
Nel vicino Oriente, nel mondo persiano, prima, e poi nel mondo arabo-musulmano, troviamo ampi riferimenti a pratiche contraccettive femminili del tipo barriera meccanica più sostanza spermicida. Nell'estremo Oriente, in Cina e in Giappone, si ha notizia di pratiche contraccettive molto simili, con sostanze spermicide applicate a tamponi di carta sottile.
La contraccezione femminile tradizionale e l'osservazione del ciclo mestruale
Verosimilmente le pratiche contraccettive femminili sono sempre esistite, infatti, si hanno notizie scritte, anche molto antiche, di tamponi costituiti da radici ed erbe pestate, sostanze gommose, miele, minerali, alghe marine, spugne, sostanze di origine animale, ecc., da inserire in vagina per ostacolare la risalita dello sperma nella cavità uterina. Si tratta, dunque, di pratiche che combinavano l'utilizzo di una barriera meccanica e di sostanze ad azione spermicida. Non abbiamo notizie scritte di una sapienza relativa ai segni dell'ovulazione, ma non è da scartare l'ipotesi che esistesse e facesse parte dell'iniziazione femminile in tempi lontani.
Le prime testimonianze scritte sulla contraccezione, nella nostra area geografica, le troviamo in testi egizi, i più antichi risalgono a tremila anni fa, in cui si parla di varie sostanze applicate su garze come, per esempio, gemme di acacia tritate, mischiate al miele o all'anyt, una specie di gomma. L'anidride di acido lattico contenuta nei germogli di acacia è un principio utilizzato ancora oggi in farmacologia.
Inoltre, si sa che le donne ebree usavano una sostanza spugnosa detta "mock", che introducevano in vagina per chiudere la bocca dell'utero. Le leggi ebraiche permettevano questa pratica alle spose-bambine, alle puerpere e alle donne che avevano figli poco distanziati, perché l'ordine divino "Crescete e moltiplicatevi" riguardava solo gli uomini.
L'uso di pratiche contraccettive è ampiamente documentato nel mondo greco e in quello romano. Ne troviamo notizie nei testi di filosofi tra i quali spiccano Platone e Aristotele, e di medici quali Sorano di Efeso e Ezio di Armida. Quest'ultimo ci fornisce la prima testimonianza scritta dell'uso dell'aceto.
Nel vicino Oriente, nel mondo persiano, prima, e poi nel mondo arabo-musulmano, troviamo ampi riferimenti a pratiche contraccettive femminili del tipo barriera meccanica più sostanza spermicida. Nell'estremo Oriente, in Cina e in Giappone, si ha notizia di pratiche contraccettive molto simili, con sostanze spermicide applicate a tamponi di carta sottile.
venerdì 2 novembre 2012
La politica del controllo della fertilità CONTRACCETTIVI E STERILIZZAZIONE Manuela Merli e Linda Lombardo
Da "Differenze 6/7" sul 1° Convegno internazionale sulla salute della donna
organizzato dal Gruppo Femminista per la salute della donna (GFSD)
giugno 1977 - Roma
Ci siamo riunite in una stanza del primo piano, vicino alla stanza dove si discuteva del parto. All'inizio non eravamo in molte, ma poi siamo aumentate, e tra i nomi che abbiamo raccolto ci sono almeno 40 donne di varie parti d'Italia e diversi paesi stranieri (Spagna, Australia, Germania, Svizzera, Grecia...). Riassumere quello di cui abbiamo parlato è difficile per due motivi: uno più generale, cioè il fatto che cercare di riportare con parole semplici la discussione di una giornata significa, per forza di cose, schematizzare e ridurre una cosa viva, il diverso modo di esprimersi delle persone, i loro sentimenti; l'altro motivo più specifico è legato soprattutto al tipo di problema che abbiamo affrontato, l'importanza che ha per le donne il problema della contraccezione, il tentativo che facciamo oggi come femministe di porci questo problema in modo più complessivo e più critico, il crollo dell'identificazione "pillola=emancipazione", la ricerca di una sessualità diversa, sono una serie di problemi enormi che hanno implicato un discorso su come ognuna di noi si pone rispetto alla contraccezione, su come non essere semplicemente sottomesse agli interessi di una generale politica demografica decisa al di fuori di noi, su come combattere parallelamente la sperimentazione sulle donne da parte delle case farmaceutiche e le loro speculazioni economiche, su come affrontare il rapporto sessuale con un uomo, se decidiamo di farlo.
organizzato dal Gruppo Femminista per la salute della donna (GFSD)
giugno 1977 - Roma
Ci siamo riunite in una stanza del primo piano, vicino alla stanza dove si discuteva del parto. All'inizio non eravamo in molte, ma poi siamo aumentate, e tra i nomi che abbiamo raccolto ci sono almeno 40 donne di varie parti d'Italia e diversi paesi stranieri (Spagna, Australia, Germania, Svizzera, Grecia...). Riassumere quello di cui abbiamo parlato è difficile per due motivi: uno più generale, cioè il fatto che cercare di riportare con parole semplici la discussione di una giornata significa, per forza di cose, schematizzare e ridurre una cosa viva, il diverso modo di esprimersi delle persone, i loro sentimenti; l'altro motivo più specifico è legato soprattutto al tipo di problema che abbiamo affrontato, l'importanza che ha per le donne il problema della contraccezione, il tentativo che facciamo oggi come femministe di porci questo problema in modo più complessivo e più critico, il crollo dell'identificazione "pillola=emancipazione", la ricerca di una sessualità diversa, sono una serie di problemi enormi che hanno implicato un discorso su come ognuna di noi si pone rispetto alla contraccezione, su come non essere semplicemente sottomesse agli interessi di una generale politica demografica decisa al di fuori di noi, su come combattere parallelamente la sperimentazione sulle donne da parte delle case farmaceutiche e le loro speculazioni economiche, su come affrontare il rapporto sessuale con un uomo, se decidiamo di farlo.
venerdì 26 ottobre 2012
INCONTRARE IL SELF-HELP AD ARCHIVIA
Tre donne del Collettivo Diversamente Occupate, che hanno contribuito
ai numeri del 2012 della rivista DWF sul tema della
sessualità, commentano il loro incontro con alcune donne del Gruppo
self-help riparliamone. L'incontro si è svolto venerdì 19 nei locali di
Archivia, alla Casa internazionale delle donne di Roma, ed è stato
particolarmente ricco e intenso. Con l'occasione, invitiamo chi legge
alla presentazione dei 2 nuovi numeri di DWF, sul tema del ' Saper fare
comune', che si svolgerà sempre alla Casa, presso il Caffè letterario,
martedì 30 ottobre alle 18.30. Alla presentazione parteciperanno il
Collettivo Diversamente Occupate e il Gruppo self-help riparliamone.
Claudia
Ci siamo incontrate, dentro la grande sala di Archivia, mentre Roma fuori festeggiava l’arrivo del weekend. È stato particolare. Come già particolare era stato incontrare Livia una sera di luglio, e raccontarci cosa significa il corpo nell’esperienza di ognuna. Stare insieme a Livia, Cinzia e Serena con due delle mie compagne di strada “diversamente occupate” ci ha dato sicuramente l’idea di una ricchezza di esperienze e sguardi incarnati sul presente, una ricchezza che non si è voluta dire o mostrare tutta e subito, ma che è stata capace di accogliere e lasciar accadere.
Claudia
Ci siamo incontrate, dentro la grande sala di Archivia, mentre Roma fuori festeggiava l’arrivo del weekend. È stato particolare. Come già particolare era stato incontrare Livia una sera di luglio, e raccontarci cosa significa il corpo nell’esperienza di ognuna. Stare insieme a Livia, Cinzia e Serena con due delle mie compagne di strada “diversamente occupate” ci ha dato sicuramente l’idea di una ricchezza di esperienze e sguardi incarnati sul presente, una ricchezza che non si è voluta dire o mostrare tutta e subito, ma che è stata capace di accogliere e lasciar accadere.
lunedì 22 ottobre 2012
NUOVO INCONTRO!
Secondo incontro dell'iniziativa Self-help riparliamone
sabato 17 novembre
ore 9.30-18.30
Archivia dà seguito all'interesse suscitato dal 1° incontro, svoltosi il 21 aprile (materiali sul blog), organizzando in collaborazione con Aidos, Associazione italiana donne per lo sviluppo, una giornata sul tema della contraccezione dal titolo:
sabato 17 novembre
ore 9.30-18.30
Archivia dà seguito all'interesse suscitato dal 1° incontro, svoltosi il 21 aprile (materiali sul blog), organizzando in collaborazione con Aidos, Associazione italiana donne per lo sviluppo, una giornata sul tema della contraccezione dal titolo:
"CONTRACCEZIONE RIPARLIAMONE:
DAL SELF-HELP AL CONDOM FEMMINILE."
Il programma che speriamo troverete ricco di spunti di riflessione è in allegato. Nell'ambito dell'incontro, Aidos presenterà la sua campagna per il condom femminile simbolizzata dalle Paper dolls (bambole di carta). Materiali relativi alla giornata saranno pubblicati sul blog prima del 17 novembre, come è stato fatto per la giornata del 21 aprile.
Vi invitiamo a iscrivervi alla giornata agli indirizzi e-mail di Archivia archivia.cidd@libero.it o del blog grupposelfhelp@gmail.com.
L'iscrizione è gratuita ed ha lo scopo di permetterci di organizzare al meglio la giornata.
Al piacere di incontrarci!
per Archivia Livia Geloso e Pina Caporaso
www.archiviabcd.it
www.self-helpriparliamone.blogspot.com
www.aidos.it
Il programma che speriamo troverete ricco di spunti di riflessione è in allegato. Nell'ambito dell'incontro, Aidos presenterà la sua campagna per il condom femminile simbolizzata dalle Paper dolls (bambole di carta). Materiali relativi alla giornata saranno pubblicati sul blog prima del 17 novembre, come è stato fatto per la giornata del 21 aprile.
Vi invitiamo a iscrivervi alla giornata agli indirizzi e-mail di Archivia archivia.cidd@libero.it o del blog grupposelfhelp@gmail.com.
L'iscrizione è gratuita ed ha lo scopo di permetterci di organizzare al meglio la giornata.
Al piacere di incontrarci!
per Archivia Livia Geloso e Pina Caporaso
www.archiviabcd.it
www.self-helpriparliamone.blogspot.com
www.aidos.it
Sabato 17 novembre: il programma
Ore 9.30
Apertura della giornata: Gabriella Nisticò (presidente Archivia)
Ore 9.45
Introduzione “Self-help e contraccezione”: Livia Geloso (consigliera Archivia e coordinatrice della giornata)
Ore 10.15
Presentazione della Campagna Paper Dolls per il condom femminile:
Daniela Colombo (presidente Aidos)
Ore 10.45
Video “Empowerment delle donne in Giordania: una collaborazione positiva” di Aidos (20 min.)
Ore 11.10
Ornella Fantini (ostetrica di Aidos)
Ore 11.30
Serena Fiorletta (ufficio stampa di Aidos e partecipante del Gruppo Self-help riparliamone di Archivia) che ha proposto la collaborazione di Aidos e di Archivia per quest’evento
Ore 11.40
Cristina Damiani (ginecologa e socia di Archivia): “La contraccezione nei consultori pubblici oggi"
Ore 12.00
Centro Donne Dalia: “Le donne immigrate del consultorio di piazza dei Condottieri (Pigneto) e la contraccezione”
Ore 12.20
Stefania Costa: “La contraccezione nei Centri per la Salute delle Donne negli USA”
Ore 12.40
Pina Caporaso (socia Archivia) e Collettivo Altereva (Torino): "La contraccezione, le giovani e internet"
Ore 13.00
Composizione dei 2 Gruppi di lavoro e distribuzione delle Paper dolls
Ore 13.30
Pausa pranzo con buffet offerto dalle donne di Archivia
Ore 15.00
Lavoro nei gruppi
Ore 17.15
Relazione dei gruppi di lavoro all’assemblea e dibattito
Ore 18.30
Conclusioni e chiusura
Apertura della giornata: Gabriella Nisticò (presidente Archivia)
Ore 9.45
Introduzione “Self-help e contraccezione”: Livia Geloso (consigliera Archivia e coordinatrice della giornata)
Ore 10.15
Presentazione della Campagna Paper Dolls per il condom femminile:
Daniela Colombo (presidente Aidos)
Ore 10.45
Video “Empowerment delle donne in Giordania: una collaborazione positiva” di Aidos (20 min.)
Ore 11.10
Ornella Fantini (ostetrica di Aidos)
Ore 11.30
Serena Fiorletta (ufficio stampa di Aidos e partecipante del Gruppo Self-help riparliamone di Archivia) che ha proposto la collaborazione di Aidos e di Archivia per quest’evento
Ore 11.40
Cristina Damiani (ginecologa e socia di Archivia): “La contraccezione nei consultori pubblici oggi"
Ore 12.00
Centro Donne Dalia: “Le donne immigrate del consultorio di piazza dei Condottieri (Pigneto) e la contraccezione”
Ore 12.20
Stefania Costa: “La contraccezione nei Centri per la Salute delle Donne negli USA”
Ore 12.40
Pina Caporaso (socia Archivia) e Collettivo Altereva (Torino): "La contraccezione, le giovani e internet"
Ore 13.00
Composizione dei 2 Gruppi di lavoro e distribuzione delle Paper dolls
Ore 13.30
Pausa pranzo con buffet offerto dalle donne di Archivia
Ore 15.00
Lavoro nei gruppi
Ore 17.15
Relazione dei gruppi di lavoro all’assemblea e dibattito
Ore 18.30
Conclusioni e chiusura
mercoledì 17 ottobre 2012
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