Seconda parte:
La contraccezione femminile moderna e il suo impatto sulla corporeità. Anticoncezionali ormonali e lo IUD (o spirale).
Negli anni Cinquanta del secolo scorso, si sviluppa una branca della biologia e della medicina, quella che riguarda l'importantissima funzione degli ormoni e la loro produzione in laboratorio, che tanto ha influenzato e continua ad influenzare il rapporto con la corporeità nel mondo moderno. En passant ricordiamo che lo sviluppo in questione diede inizio alle procedure di cambiamento di sesso, insieme allo sviluppo delle tecniche chirurgiche relative. Ma sicuramente l'ambito in cui i farmaci a base di ormoni sintetici sono più utilizzati riguarda la salute delle donne. E per correttezza storica occorre ricordare che fu la stessa Margaret Sanger, che abbiamo incontrato come sostenitrice del diaframma vaginale, a entusiasmarsi, già ottantenne, alla possibilità di una contraccezione ormonale per le donne, tanto che raccolse fondi per un progetto che porterà, nel 1960, alla commercializzazione di Enovid, la "pillola" inventata da Frank Colton. Dopo di ciò, molte altre "pillole" vennero prodotte e commercializzate. Il loro lancio sul mercato si intrecciò con il profondo cambiamento nei costumi relativo al rapporto tra donne e uomini che stava avvenendo, e la "pillola" fu proposta come la chiave della "liberazione sessuale" delle donne, tanto che quelle che non ne volevano fare uso venivano definite "retrograde".
Alla fine degli anni Sessanta, però, le donne impegnate nel movimento per la salute all'interno del movimento femminista - il movimento nel movimento come lo ha definito Luciana Percovich - che sono anche le donne dei gruppi di self-help, esprimono una posizione diversa: si dedicano ad analizzare l'impatto degli ormoni sintetici utilizzati a fini contraccettivi sulla salute, e scoprono, basandosi sia su fonti ufficiali che sull'esperienza delle donne, una serie di effetti collaterali anche gravi; e, inoltre, portano l'attenzione sul fatto che l'assunzione di ormoni artificiali, sopprimendo il ciclo mestruale, altera la percezione della propria corporeità sessuata delle donne. La campagna di controinformazione e di denuncia portata avanti dalle femministe e dai gruppi di difesa dei consumatori ha successo e ottiene il risultato che gli anticoncezionali ormonali vengano modificati e venga posta maggiore attenzione alla nocività dei prodotti in commercio.
martedì 6 novembre 2012
lunedì 5 novembre 2012
CENNI STORICI SULLA CONTRACCEZIONE DAL PUNTO DI VISTA DEL MOVIMENTO PER LA SALUTE DELLE DONNE a cura di Livia Geloso
Prima parte:
La contraccezione femminile tradizionale e l'osservazione del ciclo mestruale
Verosimilmente le pratiche contraccettive femminili sono sempre esistite, infatti, si hanno notizie scritte, anche molto antiche, di tamponi costituiti da radici ed erbe pestate, sostanze gommose, miele, minerali, alghe marine, spugne, sostanze di origine animale, ecc., da inserire in vagina per ostacolare la risalita dello sperma nella cavità uterina. Si tratta, dunque, di pratiche che combinavano l'utilizzo di una barriera meccanica e di sostanze ad azione spermicida. Non abbiamo notizie scritte di una sapienza relativa ai segni dell'ovulazione, ma non è da scartare l'ipotesi che esistesse e facesse parte dell'iniziazione femminile in tempi lontani.
Le prime testimonianze scritte sulla contraccezione, nella nostra area geografica, le troviamo in testi egizi, i più antichi risalgono a tremila anni fa, in cui si parla di varie sostanze applicate su garze come, per esempio, gemme di acacia tritate, mischiate al miele o all'anyt, una specie di gomma. L'anidride di acido lattico contenuta nei germogli di acacia è un principio utilizzato ancora oggi in farmacologia.
Inoltre, si sa che le donne ebree usavano una sostanza spugnosa detta "mock", che introducevano in vagina per chiudere la bocca dell'utero. Le leggi ebraiche permettevano questa pratica alle spose-bambine, alle puerpere e alle donne che avevano figli poco distanziati, perché l'ordine divino "Crescete e moltiplicatevi" riguardava solo gli uomini.
L'uso di pratiche contraccettive è ampiamente documentato nel mondo greco e in quello romano. Ne troviamo notizie nei testi di filosofi tra i quali spiccano Platone e Aristotele, e di medici quali Sorano di Efeso e Ezio di Armida. Quest'ultimo ci fornisce la prima testimonianza scritta dell'uso dell'aceto.
Nel vicino Oriente, nel mondo persiano, prima, e poi nel mondo arabo-musulmano, troviamo ampi riferimenti a pratiche contraccettive femminili del tipo barriera meccanica più sostanza spermicida. Nell'estremo Oriente, in Cina e in Giappone, si ha notizia di pratiche contraccettive molto simili, con sostanze spermicide applicate a tamponi di carta sottile.
La contraccezione femminile tradizionale e l'osservazione del ciclo mestruale
Verosimilmente le pratiche contraccettive femminili sono sempre esistite, infatti, si hanno notizie scritte, anche molto antiche, di tamponi costituiti da radici ed erbe pestate, sostanze gommose, miele, minerali, alghe marine, spugne, sostanze di origine animale, ecc., da inserire in vagina per ostacolare la risalita dello sperma nella cavità uterina. Si tratta, dunque, di pratiche che combinavano l'utilizzo di una barriera meccanica e di sostanze ad azione spermicida. Non abbiamo notizie scritte di una sapienza relativa ai segni dell'ovulazione, ma non è da scartare l'ipotesi che esistesse e facesse parte dell'iniziazione femminile in tempi lontani.
Le prime testimonianze scritte sulla contraccezione, nella nostra area geografica, le troviamo in testi egizi, i più antichi risalgono a tremila anni fa, in cui si parla di varie sostanze applicate su garze come, per esempio, gemme di acacia tritate, mischiate al miele o all'anyt, una specie di gomma. L'anidride di acido lattico contenuta nei germogli di acacia è un principio utilizzato ancora oggi in farmacologia.
Inoltre, si sa che le donne ebree usavano una sostanza spugnosa detta "mock", che introducevano in vagina per chiudere la bocca dell'utero. Le leggi ebraiche permettevano questa pratica alle spose-bambine, alle puerpere e alle donne che avevano figli poco distanziati, perché l'ordine divino "Crescete e moltiplicatevi" riguardava solo gli uomini.
L'uso di pratiche contraccettive è ampiamente documentato nel mondo greco e in quello romano. Ne troviamo notizie nei testi di filosofi tra i quali spiccano Platone e Aristotele, e di medici quali Sorano di Efeso e Ezio di Armida. Quest'ultimo ci fornisce la prima testimonianza scritta dell'uso dell'aceto.
Nel vicino Oriente, nel mondo persiano, prima, e poi nel mondo arabo-musulmano, troviamo ampi riferimenti a pratiche contraccettive femminili del tipo barriera meccanica più sostanza spermicida. Nell'estremo Oriente, in Cina e in Giappone, si ha notizia di pratiche contraccettive molto simili, con sostanze spermicide applicate a tamponi di carta sottile.
venerdì 2 novembre 2012
La politica del controllo della fertilità CONTRACCETTIVI E STERILIZZAZIONE Manuela Merli e Linda Lombardo
Da "Differenze 6/7" sul 1° Convegno internazionale sulla salute della donna
organizzato dal Gruppo Femminista per la salute della donna (GFSD)
giugno 1977 - Roma
Ci siamo riunite in una stanza del primo piano, vicino alla stanza dove si discuteva del parto. All'inizio non eravamo in molte, ma poi siamo aumentate, e tra i nomi che abbiamo raccolto ci sono almeno 40 donne di varie parti d'Italia e diversi paesi stranieri (Spagna, Australia, Germania, Svizzera, Grecia...). Riassumere quello di cui abbiamo parlato è difficile per due motivi: uno più generale, cioè il fatto che cercare di riportare con parole semplici la discussione di una giornata significa, per forza di cose, schematizzare e ridurre una cosa viva, il diverso modo di esprimersi delle persone, i loro sentimenti; l'altro motivo più specifico è legato soprattutto al tipo di problema che abbiamo affrontato, l'importanza che ha per le donne il problema della contraccezione, il tentativo che facciamo oggi come femministe di porci questo problema in modo più complessivo e più critico, il crollo dell'identificazione "pillola=emancipazione", la ricerca di una sessualità diversa, sono una serie di problemi enormi che hanno implicato un discorso su come ognuna di noi si pone rispetto alla contraccezione, su come non essere semplicemente sottomesse agli interessi di una generale politica demografica decisa al di fuori di noi, su come combattere parallelamente la sperimentazione sulle donne da parte delle case farmaceutiche e le loro speculazioni economiche, su come affrontare il rapporto sessuale con un uomo, se decidiamo di farlo.
organizzato dal Gruppo Femminista per la salute della donna (GFSD)
giugno 1977 - Roma
Ci siamo riunite in una stanza del primo piano, vicino alla stanza dove si discuteva del parto. All'inizio non eravamo in molte, ma poi siamo aumentate, e tra i nomi che abbiamo raccolto ci sono almeno 40 donne di varie parti d'Italia e diversi paesi stranieri (Spagna, Australia, Germania, Svizzera, Grecia...). Riassumere quello di cui abbiamo parlato è difficile per due motivi: uno più generale, cioè il fatto che cercare di riportare con parole semplici la discussione di una giornata significa, per forza di cose, schematizzare e ridurre una cosa viva, il diverso modo di esprimersi delle persone, i loro sentimenti; l'altro motivo più specifico è legato soprattutto al tipo di problema che abbiamo affrontato, l'importanza che ha per le donne il problema della contraccezione, il tentativo che facciamo oggi come femministe di porci questo problema in modo più complessivo e più critico, il crollo dell'identificazione "pillola=emancipazione", la ricerca di una sessualità diversa, sono una serie di problemi enormi che hanno implicato un discorso su come ognuna di noi si pone rispetto alla contraccezione, su come non essere semplicemente sottomesse agli interessi di una generale politica demografica decisa al di fuori di noi, su come combattere parallelamente la sperimentazione sulle donne da parte delle case farmaceutiche e le loro speculazioni economiche, su come affrontare il rapporto sessuale con un uomo, se decidiamo di farlo.
venerdì 26 ottobre 2012
INCONTRARE IL SELF-HELP AD ARCHIVIA
Tre donne del Collettivo Diversamente Occupate, che hanno contribuito
ai numeri del 2012 della rivista DWF sul tema della
sessualità, commentano il loro incontro con alcune donne del Gruppo
self-help riparliamone. L'incontro si è svolto venerdì 19 nei locali di
Archivia, alla Casa internazionale delle donne di Roma, ed è stato
particolarmente ricco e intenso. Con l'occasione, invitiamo chi legge
alla presentazione dei 2 nuovi numeri di DWF, sul tema del ' Saper fare
comune', che si svolgerà sempre alla Casa, presso il Caffè letterario,
martedì 30 ottobre alle 18.30. Alla presentazione parteciperanno il
Collettivo Diversamente Occupate e il Gruppo self-help riparliamone.
Claudia
Ci siamo incontrate, dentro la grande sala di Archivia, mentre Roma fuori festeggiava l’arrivo del weekend. È stato particolare. Come già particolare era stato incontrare Livia una sera di luglio, e raccontarci cosa significa il corpo nell’esperienza di ognuna. Stare insieme a Livia, Cinzia e Serena con due delle mie compagne di strada “diversamente occupate” ci ha dato sicuramente l’idea di una ricchezza di esperienze e sguardi incarnati sul presente, una ricchezza che non si è voluta dire o mostrare tutta e subito, ma che è stata capace di accogliere e lasciar accadere.
Claudia
Ci siamo incontrate, dentro la grande sala di Archivia, mentre Roma fuori festeggiava l’arrivo del weekend. È stato particolare. Come già particolare era stato incontrare Livia una sera di luglio, e raccontarci cosa significa il corpo nell’esperienza di ognuna. Stare insieme a Livia, Cinzia e Serena con due delle mie compagne di strada “diversamente occupate” ci ha dato sicuramente l’idea di una ricchezza di esperienze e sguardi incarnati sul presente, una ricchezza che non si è voluta dire o mostrare tutta e subito, ma che è stata capace di accogliere e lasciar accadere.
lunedì 22 ottobre 2012
NUOVO INCONTRO!
Secondo incontro dell'iniziativa Self-help riparliamone
sabato 17 novembre
ore 9.30-18.30
Archivia dà seguito all'interesse suscitato dal 1° incontro, svoltosi il 21 aprile (materiali sul blog), organizzando in collaborazione con Aidos, Associazione italiana donne per lo sviluppo, una giornata sul tema della contraccezione dal titolo:
sabato 17 novembre
ore 9.30-18.30
Archivia dà seguito all'interesse suscitato dal 1° incontro, svoltosi il 21 aprile (materiali sul blog), organizzando in collaborazione con Aidos, Associazione italiana donne per lo sviluppo, una giornata sul tema della contraccezione dal titolo:
"CONTRACCEZIONE RIPARLIAMONE:
DAL SELF-HELP AL CONDOM FEMMINILE."
Il programma che speriamo troverete ricco di spunti di riflessione è in allegato. Nell'ambito dell'incontro, Aidos presenterà la sua campagna per il condom femminile simbolizzata dalle Paper dolls (bambole di carta). Materiali relativi alla giornata saranno pubblicati sul blog prima del 17 novembre, come è stato fatto per la giornata del 21 aprile.
Vi invitiamo a iscrivervi alla giornata agli indirizzi e-mail di Archivia archivia.cidd@libero.it o del blog grupposelfhelp@gmail.com.
L'iscrizione è gratuita ed ha lo scopo di permetterci di organizzare al meglio la giornata.
Al piacere di incontrarci!
per Archivia Livia Geloso e Pina Caporaso
www.archiviabcd.it
www.self-helpriparliamone.blogspot.com
www.aidos.it
Il programma che speriamo troverete ricco di spunti di riflessione è in allegato. Nell'ambito dell'incontro, Aidos presenterà la sua campagna per il condom femminile simbolizzata dalle Paper dolls (bambole di carta). Materiali relativi alla giornata saranno pubblicati sul blog prima del 17 novembre, come è stato fatto per la giornata del 21 aprile.
Vi invitiamo a iscrivervi alla giornata agli indirizzi e-mail di Archivia archivia.cidd@libero.it o del blog grupposelfhelp@gmail.com.
L'iscrizione è gratuita ed ha lo scopo di permetterci di organizzare al meglio la giornata.
Al piacere di incontrarci!
per Archivia Livia Geloso e Pina Caporaso
www.archiviabcd.it
www.self-helpriparliamone.blogspot.com
www.aidos.it
Sabato 17 novembre: il programma
Ore 9.30
Apertura della giornata: Gabriella Nisticò (presidente Archivia)
Ore 9.45
Introduzione “Self-help e contraccezione”: Livia Geloso (consigliera Archivia e coordinatrice della giornata)
Ore 10.15
Presentazione della Campagna Paper Dolls per il condom femminile:
Daniela Colombo (presidente Aidos)
Ore 10.45
Video “Empowerment delle donne in Giordania: una collaborazione positiva” di Aidos (20 min.)
Ore 11.10
Ornella Fantini (ostetrica di Aidos)
Ore 11.30
Serena Fiorletta (ufficio stampa di Aidos e partecipante del Gruppo Self-help riparliamone di Archivia) che ha proposto la collaborazione di Aidos e di Archivia per quest’evento
Ore 11.40
Cristina Damiani (ginecologa e socia di Archivia): “La contraccezione nei consultori pubblici oggi"
Ore 12.00
Centro Donne Dalia: “Le donne immigrate del consultorio di piazza dei Condottieri (Pigneto) e la contraccezione”
Ore 12.20
Stefania Costa: “La contraccezione nei Centri per la Salute delle Donne negli USA”
Ore 12.40
Pina Caporaso (socia Archivia) e Collettivo Altereva (Torino): "La contraccezione, le giovani e internet"
Ore 13.00
Composizione dei 2 Gruppi di lavoro e distribuzione delle Paper dolls
Ore 13.30
Pausa pranzo con buffet offerto dalle donne di Archivia
Ore 15.00
Lavoro nei gruppi
Ore 17.15
Relazione dei gruppi di lavoro all’assemblea e dibattito
Ore 18.30
Conclusioni e chiusura
Apertura della giornata: Gabriella Nisticò (presidente Archivia)
Ore 9.45
Introduzione “Self-help e contraccezione”: Livia Geloso (consigliera Archivia e coordinatrice della giornata)
Ore 10.15
Presentazione della Campagna Paper Dolls per il condom femminile:
Daniela Colombo (presidente Aidos)
Ore 10.45
Video “Empowerment delle donne in Giordania: una collaborazione positiva” di Aidos (20 min.)
Ore 11.10
Ornella Fantini (ostetrica di Aidos)
Ore 11.30
Serena Fiorletta (ufficio stampa di Aidos e partecipante del Gruppo Self-help riparliamone di Archivia) che ha proposto la collaborazione di Aidos e di Archivia per quest’evento
Ore 11.40
Cristina Damiani (ginecologa e socia di Archivia): “La contraccezione nei consultori pubblici oggi"
Ore 12.00
Centro Donne Dalia: “Le donne immigrate del consultorio di piazza dei Condottieri (Pigneto) e la contraccezione”
Ore 12.20
Stefania Costa: “La contraccezione nei Centri per la Salute delle Donne negli USA”
Ore 12.40
Pina Caporaso (socia Archivia) e Collettivo Altereva (Torino): "La contraccezione, le giovani e internet"
Ore 13.00
Composizione dei 2 Gruppi di lavoro e distribuzione delle Paper dolls
Ore 13.30
Pausa pranzo con buffet offerto dalle donne di Archivia
Ore 15.00
Lavoro nei gruppi
Ore 17.15
Relazione dei gruppi di lavoro all’assemblea e dibattito
Ore 18.30
Conclusioni e chiusura
mercoledì 17 ottobre 2012
giovedì 27 settembre 2012
Materiali del 21 aprile 2012 Sintesi dei lavori del pomeriggio svoltisi in riunione plenaria a cura di Livia Geloso
I lavori pomeridiani hanno compreso i lavori dei due gruppi di discussione e i lavori in sessione plenaria. I lavori in sessione plenaria iniziano con le relazioni dei due gruppi, ai quali erano stati assegnati i seguenti titoli:
a) "Sessualità, benessere e problemi di demedicalizzazione";
b) "Il rapporto tra chi ha vissuto l'esperienza del self-help e le nuove generazioni".
Il gruppo a) parte da un tema che ha suscitato emblematicamente un'accesa discussione, quello della depilazione dei genitali diffusa tra le giovani donne. Infatti, c'è chi la definisce una 'moda' che viene dall'estero, non nostra, e che induce le ragazze ancora una volta ad adeguarsi ai desideri maschili, desideri che vengono interpretati come ricerca di un genitale femminile prepubere. Altre, invece, ritengono importante contestualizzare il fenomeno della moda di depilarsi diffusa anche tra i giovani maschi, cercando di comprendere e di non giudicare nuovi comportamenti, ritenendo di restare in tal modo fedeli allo spirito di accettazione e accoglienza del self-help.
Si prosegue affrontando la questione del rapporto delle giovani con il loro corpo.
a) "Sessualità, benessere e problemi di demedicalizzazione";
b) "Il rapporto tra chi ha vissuto l'esperienza del self-help e le nuove generazioni".
Il gruppo a) parte da un tema che ha suscitato emblematicamente un'accesa discussione, quello della depilazione dei genitali diffusa tra le giovani donne. Infatti, c'è chi la definisce una 'moda' che viene dall'estero, non nostra, e che induce le ragazze ancora una volta ad adeguarsi ai desideri maschili, desideri che vengono interpretati come ricerca di un genitale femminile prepubere. Altre, invece, ritengono importante contestualizzare il fenomeno della moda di depilarsi diffusa anche tra i giovani maschi, cercando di comprendere e di non giudicare nuovi comportamenti, ritenendo di restare in tal modo fedeli allo spirito di accettazione e accoglienza del self-help.
Si prosegue affrontando la questione del rapporto delle giovani con il loro corpo.
mercoledì 26 settembre 2012
Materiali 21 aprile (mattina) Intervento di Pina Caporaso
Il self-help come motivo di incontro tra generazioni di donne
Desidero raccontarvi, dal mio punto di vista, come è nato l’ incontro generazionale che ha dato vita all’iniziativa “Self-help riparliamone”. Era il 2004 e stavo scrivendo la mia tesi di laurea in sociologia del diritto sulla Legge 194. Un libraio anarchico di San Lorenzo, dal quale transitavo per cercare informazioni e materiali sul tema, mi disse che dovevo cercare “le donne di via dei Sabelli”, le quali però non stavano più in via dei Sabelli, ma alla Casa Internazionale delle Donne. In quel periodo Archivia era agli albori, in via di fondazione: vi trovai scatoloni in parte ancora chiusi, con materiali da inventariare, e lì incontrai Ines Valanzuolo. Ines mi ha comunicato un'immediata trasparenza nel volersi raccontare e nel riannodare i fili, è stata una percezione molto forte. Quello con Ines è stato per me il primo e, forse, fondativo rapporto con una generazione alla quale non appartengo e che, da quel lavoro su via dei Sabelli, mi venne voglia di riscoprire. Dopo Ines ho conosciuto Silvia Tozzi e le altre donne che, tutte con personalità diverse, avevano contribuito alla nascita dell'importantissima esperienza di uno dei primi consultori autogestiti nella città di Roma, che ebbe una valenza molto ampia.
Desidero raccontarvi, dal mio punto di vista, come è nato l’ incontro generazionale che ha dato vita all’iniziativa “Self-help riparliamone”. Era il 2004 e stavo scrivendo la mia tesi di laurea in sociologia del diritto sulla Legge 194. Un libraio anarchico di San Lorenzo, dal quale transitavo per cercare informazioni e materiali sul tema, mi disse che dovevo cercare “le donne di via dei Sabelli”, le quali però non stavano più in via dei Sabelli, ma alla Casa Internazionale delle Donne. In quel periodo Archivia era agli albori, in via di fondazione: vi trovai scatoloni in parte ancora chiusi, con materiali da inventariare, e lì incontrai Ines Valanzuolo. Ines mi ha comunicato un'immediata trasparenza nel volersi raccontare e nel riannodare i fili, è stata una percezione molto forte. Quello con Ines è stato per me il primo e, forse, fondativo rapporto con una generazione alla quale non appartengo e che, da quel lavoro su via dei Sabelli, mi venne voglia di riscoprire. Dopo Ines ho conosciuto Silvia Tozzi e le altre donne che, tutte con personalità diverse, avevano contribuito alla nascita dell'importantissima esperienza di uno dei primi consultori autogestiti nella città di Roma, che ebbe una valenza molto ampia.
venerdì 21 settembre 2012
Materiali 21 aprile (mattina) Intervento di Sandra Schiassi
Il self-help: un’esperienza da rifare
Salve! Dunque, io ho praticato il self-help negli anni Settanta. E' stato molto importante per me, prima di tutto perché, come diceva Luciana Percovich, è stata un'iniziazione. E, poi, è stata una riappropriazione. Quell'esperienza è stata una cosa stupenda, si è trattato di una soddisfazione intima, profonda. I nostri genitali erano sempre gestiti dai maschi, da altri, dal ginecologo. Finalmente ce li gestivamo noi. Finalmente ci apparivano belli. Anche le mestruazioni sono diventate qualcosa di bello, al contrario di quello che mi avevano sempre detto. Questo mi ha "potenziato" molto. Poi, era anche molto bello che ci si ritrovasse in tante. Questo era molto importante. Io avevo già fatto l'esperienza dell'autocoscienza, e nell'autocoscienza i maschi aleggiavano: i padri, i mariti, i compagni. Invece, negli incontri di self-help, di maschi non si parlava proprio, erano completamente assenti. Sembravamo tante "streghe", proprio così, lì riunite. Tant'è che io, Luciana Percovich ed altre abbiamo cominciato a interessarci del sacro femminile.
Salve! Dunque, io ho praticato il self-help negli anni Settanta. E' stato molto importante per me, prima di tutto perché, come diceva Luciana Percovich, è stata un'iniziazione. E, poi, è stata una riappropriazione. Quell'esperienza è stata una cosa stupenda, si è trattato di una soddisfazione intima, profonda. I nostri genitali erano sempre gestiti dai maschi, da altri, dal ginecologo. Finalmente ce li gestivamo noi. Finalmente ci apparivano belli. Anche le mestruazioni sono diventate qualcosa di bello, al contrario di quello che mi avevano sempre detto. Questo mi ha "potenziato" molto. Poi, era anche molto bello che ci si ritrovasse in tante. Questo era molto importante. Io avevo già fatto l'esperienza dell'autocoscienza, e nell'autocoscienza i maschi aleggiavano: i padri, i mariti, i compagni. Invece, negli incontri di self-help, di maschi non si parlava proprio, erano completamente assenti. Sembravamo tante "streghe", proprio così, lì riunite. Tant'è che io, Luciana Percovich ed altre abbiamo cominciato a interessarci del sacro femminile.
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