domenica 8 gennaio 2012

L’AUTOVISITA - Gruppo Femminista per la Salute della Donna, 1979

Generalmente, noi donne non abbiamo familiarità con i nostri organi genitali sia perché ci hanno sempre insegnato a vergognarcene sia perché, essendo in parte interni, è più difficile osservarli, quindi conoscerli; a volte addirittura ignoriamo la loro esistenza. L’ autovisita è il mezzo che noi donne possiamo usare per prendere confidenza con i nostri organi genitali; questi sono stati definiti “misteriosi” dagli uomini, forse perché fanno parte della nostra capacità procreativa, che non possono vivere né conoscere fino in fondo.
Forse è questa preoccupazione che ha portato alcuni a dire che non esistono, che sono una mancanza.
Per questo pensiamo che guardare, toccare e conoscere i nostri organi esterni ed interni ci possa aiutare a superare i condizionamenti subiti. L’autovisita per noi è stata un’esperienza che ci ha fatto prendere coscienza del nostro corpo, del suo modo di esprimerci le sue esigenze; abbiamo, quindi, cominciato ad amarlo e ad accorgerci che non era una “mancanza”.


I nostri organi genitali, come i nostri volti, pur mantenendo una struttura di base identica, presentano delle fisionomie diverse.
Quando ci guardiamo allo specchio possiamo notare se siamo pallide, arrossate o stanche; alla stessa maniera, quando pratichiamo con regolarità l’autovisita, possiamo possiamo stabilire quale è la fisionomia abituale dei nostri genitali e notare eventuali cambiamenti o alterazioni. Queste, invece, possono sfuggire al medico il quale, proprio perché non conosce la nostra normalità può non individuare quei mutamenti che sono indizi di infezioni, malattie o gravidanza.

Visita con lo specchio: genitali esterni
L’autovisita inizia con l’osservazione per mezzo di uno specchio, dei nostri organi genitali esterni. L’insieme dei genitali esterni si chiama vulva. Nell’area superiore delle labbra esterne vediamo un piccolo organo, parzialmente coperto da un cappuccio di pelle, quest’organo è la clitoride; essendo molto innervata essa è in grado di attivare altre parti della zona pelvica e se correttamente stimolata può portare all’orgasmo. Il tessuto erettile della clitoride ha un’area cava che, durante l’eccitamento sessuale, si riempie di sangue e la rende rigida, eretta e molto sensibile alle stimolazioni. Il cappuccio che copre la clitoride si prolunga nelle labbra interne (piccole labbra), che vanno a incorniciare l’apertura della vagina.
Le labbra interne, costituite in parte di tessuto erettile, si gonfiano durante l’eccitamento sessuale. Scostando le labbra  interne possiamo vedere due aperture: quella più piccola (non sempre facile da identificare) è l’uretra da cui esce l’urina; quella più grande è l’apertura della vagina. Osservandoci possiamo controllare se ci sono irritazioni, cambiamenti di colore, protuberanze o gonfiori, lesioni, condilomi o parassiti.
In questa parte dell'autovisita, è molto importante controllare costantemente l’ano e rilevarne, o con un disegno o con la descrizione scritta, eventuali cambiamenti come infiammazioni, ragadi, comparsa di emorroidi o condilomi. Essendo l’ano molto vicino all’ingresso della vagina è spesso la causa prima del passaggio di batteri e virus o in quello urinario dove possono causare una infiammazione.
Le emorroidi sono delle vene che, infiammandosi, formano delle escrescenze nelle pareti del retto e, a volte, ne fuoriescono. Possono causare prurito, dolori, perdite di sangue. Per quanto riguarda i condilomi, essi sono causati dal Papovirus (il virus del papilloma). Contrariamente a ciò che si sente dire abbiamo sperimentato che il contagio non avviene necessariamente con il rapporto sessuale.
In noi donne si sviluppano frequentemente attorno o dentro l’ano, nel perineo, sotto il cappuccio della clitoride o sulla cervice. Nella loro fase iniziale sono dei peduncoli che danno un leggero pizzicore, mentre nella fase avanzata possono essere presi per le emorroidi da cui differiscono per la loro consistenza più dura e per il loro aspetto a cresta di gallo o a cavolfiore. E’ molto importante fare questo controllo con uno specchio ad ingrandimento che ci può aiutare a vedere i condilomi quando sono ancora molto piccoli.
Le ghiandole di Bartolino si trovano ai lati dell’apertura vaginale e quelle di Skene sono ai lati dell’uretra : non devono dare né dolore gonfiore alla palpazione quando non sono infiammate.
Tra le labbra interne si apre il canale vaginale, le cui pareti hanno delle pieghe che gli permettono di dilatarsi e di allungarsi. Le pareti vaginali in stato di non eccitazione combaciano. Sia l’anello d’ingresso che l’interno della vagina sono elastici tanto da far posto alle dita o al pene durante la penetrazione oppure al bambino durante il parto. In una donna che non ha mai avuto rapporti con penetrazione, spesso all’apertura della vagina c’è un tessuto di forma e consistenza variabile chiamato imene. L’imene raramente copre completamente l’entrata della vagina, e può essere del tutto assente. Certi tipi di imene possono essere dilatati per mezzo di un dito, piano piano, entrando in vagina un po’ per volta, come quando si usa il tampone interno per le mestruazioni che, comunque, è poco igienico, al suo posto sarebbe meglio usare una spugnetta naturale o un diaframma vaginale.

Introduzione dello speculum: osservazioni del canale vaginale e della cervice

Lo speculum è uno strumento che, allargando la vagina, permette di controllare le pareti e di vedere il collo dell’utero, detto cervice.
Quelli usati dai medici sono di metallo e vengono sterilizzati ad ogni uso, mentre noi usiamo quelli di plastica ed ognuna di noi ha il suo personale. La vagina non è sterile e, quindi, basta che le mani e lo speculum siano puliti per evitare il pericolo di infezioni. Lo speculum si compera nei negozi di articoli sanitari e dopo l’uso si lava e si asciuga: se abbiamo delle infezioni vaginali, una volta lavato lo speculum, è bene disinfettarlo con una soluzione di Milton per evitare di reinfettarci.
Prima di inserire lo speculum è opportuno prendere pratica con lo strumento aprendolo e chiudendolo alcune volte. A portata di mano bisogna avere uno specchio portatile e una lampada o una pila. E’ anche consigliabile urinare prima della visita per svuotare la vescica. Per l’inserimento dello speculum si possono assumere varie posizioni. Alcune di noi preferiscono sdraiarsi supine con le gambe piegate come durante la visita ginecologica, altre si accovacciano, altre stanno in piedi appoggiando una gamba su un letto o su uno sgabello. L’ inserimento dello speculum può essere paragonato all’ inserimento di un assorbente interno. Visto che siamo noi stesse ad inserirlo, cerchiamo di farlo nel modo più comodo, senza mai forzare. Se sentiamo il bisogno di un lubrificante per facilitare l’inserimento, usiamo dell’acqua tiepida o dell’olio vegetale ( non la vasellina che, essendo un derivato dal petrolio, altera l’equilibrio naturale della vagina).
Occorre aprire le labbra esterne con una mano e con l’altra inserire lo speculum (con il becco chiuso) seguendo il naturale disegno delle labbra e non di taglio, esercitando una pressione verso il basso. Quando il becco è completamente inserito ruotare l’impugnatura verso l’alto finchè non è perpendicolare al corpo. Premere le due parti dell’impugnatura aprendo così il becco dello speculum e bloccarlo in questa posizione. Una volta inserito, lasciare momentaneamente lo speculum e, con le mani libere, disporre lo specchio davanti alla vagina e dirigere su di esso il fascio di luce in maniera da illuminarla.
Degli organi interni l’utero, le tube e le ovaie si può vedere solo la parte dell’utero che sporge in vagina, la cervice. Essa si presenta come una protuberanza liscia e lucida, con al centro una apertura chiamata os, che è l’accesso all’interno dell’utero. Se la cervice non si vede o si vede solo in parte, estrarre lo speculum aperto, cioè nella posizione in cui l’abbiamo bloccato, per evitare di pizzicare, chiudendolo, le pareti vaginali o la cervice, e riprovare con calma.
Riuscire a localizzare la cervice può risultare difficile le prime volte. Al tatto la cervice è paragonabile alla punta del naso, è soda e può essere facilmente palpata con le dita senza provocare dolore. Si può quindi, prima di inserire  lo speculum cercarla con un dito e poi dirigere il becco nella direzione giusta, cioè un po’ a destra o a sinistra, oppure verso il retto, a seconda della sua localizzazione. E’ consigliabile fare questi primi tentativi con altre donne già esperte.
La dimensione e il colore della cervice variano da donna a donna e nell’arco del ciclo mestruale. Poco prima delle mestruazioni la cervice può diventare violacea a causa dei cambiamenti ormonali e dell’accumulo di sangue nei tessuti. L’os della cervice è di solito tondo in donne che non hanno avuto figli, e più largo e a forma di fessura nelle donne che ne hanno avuti o che hanno avuto aborti; spesso è più aperto al momento dell’ovulazione e delle mestruazioni. Dall’os esce del muco che cambia di colore e di consistenza in rapporto ai livelli ormonali durante il ciclo mestruale. Sotto l’influenza dell’estrogeno, all’inizio del ciclo, questo muco diventa più acquoso e di colore latteo, mentre circa 24 ore prima dell’ovulazione diventa trasparente, elastico e filante, molto simile alla chiara dell’uovo. Dopo l’ovulazione, sotto l’influenza del progesterone, il muco ritornerà ad essere più spesso e più asciutto.
Osservare la cervice per l’eventuale presenza di : polipi, erosioni, lesioni, cisti, alterazioni del colore, quantità e natura delle secrezioni. Se si riscontrano lesioni sospette si consiglia di farsi fare al più presto il Pap test, che, comunque, deve essere fatto regolarmente ogni anno.
Le pareti della vagina possono essere lisce o grinzose e di consistenza soda. La vagina è rivestita all’interno da una mucosa rosea, molto simile a quella della bocca e come la bocca ha delle secrezioni. Le secrezioni vaginali possono essere scarse o abbondanti, liquide, viscose o filanti, a seconda dell’età, del momento del ciclo mestruale, dello stato fisico(per esempio se siamo eccitate o meno). Le secrezioni contribuiscono alla pulizia della vagina e a difenderla, poiché, essendo acide, impediscono la vita a i batteri, ai funghi ed agli altri agenti patogeni che provocano le infezioni. Il sapore e l’odore delle secrezioni varia da donna a donna a seconda dell’età, del periodo mestruale e dello stato fisico ed emotivo.
Durante l’allattamento e durante e dopo la menopausa, le pareti della vagina possono diventare più chiare di colore, meno consistenti e grinzose. La ritenzione di liquidi, specialmente prima delle mestruazioni, potrebbe causare un leggero gonfiore delle pareti vaginali. Se le secrezioni appaiono anomale, è opportuno farsi fare uno striscio vaginale.
Estrarre lo speculum (in posizione aperta) ed osservare sul becco le caratteristiche del muco che nella normalità dovrebbe essere di colore latteo e di odore lievemente acidulo.
E’ buona norma tenere un diario scritto di quello che vediamo ad ogni auto visita per poterla confrontare con le precedenti e, quindi, scoprire che cos’è normale per noi, poiché i cambiamenti di cui abbiamo parlato assumono un aspetto variabile da donna a donna, sia pure entro certi limiti.
Dopo un paio di mesi si sarà in grado di capire quelli normali, quelli ricorrenti e quelli più rari, Può bastare fare una scheda molto semplice segnando la data del mese, il giorno del ciclo, l’apparenza della vulva e della vagina, il colore della cervice, se è aperto o meno l’os e il tipo e la quantità di secrezioni. Spesso è utile fare dei piccoli disegni per aiutare a ricordare le dimensioni, forme e posizioni di quello che vogliamo controllare di settimana in settimana. Se facciamo l’autovisita con altre donne sarà più facile imparare l’una dall’altra e verificare i cambiamenti.

Cose da controllare durante l’autovisita con lo speculum

Vulva : colore delle labbra esterne; colore delle labbra interne; dimensione della clitoride; ghiandole di Bartolino e ghiandole di Skene (normalmente non si vedono e non si sentono a meno che non ci sia un’ infezione).

Ano: possibili infiammazioni o ragadi; se ci sono emorroidi o condilomi, controllare lo stato e la dimensione.

Pareti della vagina: forma o residui dell’imene; colore delle pareti; consistenza (sode, gonfie, rugose, lisce); superficie (pulita, irritata).

Cervice: colore ( rosa, rossa, violacea); lesioni (erosione, arrossamento, protuberanze); posizione.

Os: forma (fossetta, taglietto, curva in su, curva in giù); aperto o chiuso; se portiamo uno IUD, controllare la lunghezza del filo.

Secrezioni: colore (chiare, lattee, bianche, gialle,verdastre); consistenza (dense, acquose, filamentose, schiumose); quantità (abbondanti, moderate, poche); odore (blandoo, acido, di lievito,putrido); sangue mestruale (colore, quantità).

Note generali: ad esempio la difficoltà nell’inserimento dello speculum; disturbi rapporti, cure, stato d’animo, viaggi, stress, diete, ecc.




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